Marco Cunego

Civico 21 e Assemblaggio

Civico 21 e Assemblaggio

Marco si può considerare una vera istituzione, perché da quasi quarant’anni fa parte della nostra Cooperativa. Classe 1970, è il più grande di quattro fratelli e abita con i genitori ai Mulini di San Michele Extra, alle porte di Verona.

I suoi passatempi sono tranquilli, ma talvolta anche spericolati: stare in panciolle sul divano, giocare con il cellulare, così come passeggiare con il cane e scorrazzare per Velo Veronese con la bici elettrica a tre ruote. Qui in montagna aiuta il padre a fare le marmellate o nei lavori all’aria aperta, guidare il trattore, tagliare l’erba o la legna.

È questione di comunicazione

La storia di Marco inizia prima del previsto, da nato settimino. Già nei primi mesi di vita i genitori si sono accorti che qualcosa non andava come previsto: quando gli altri bambini cominciavano a stare seduti, Marco non era in grado. È stato dunque preso in carico dall’Associazione Italiana Assistenza Spastici (AIAS), dove ha fatto fisioterapia e logopedia fino ai tre anni. 

Nell’età dell’asilo è stato inserito all’Istituto Provolo per i sordomuti: qui ha imparato la lingua dei segni, ma è stato controproducente perché ha trascurato lo sviluppo della comunicazione verbale e i genitori non lo capivano più; così hanno deciso di spostarlo alla scuola materna insieme al fratellino e alla sorellina. Ha frequentato anche le elementari in una scuola “normale” a San Michele Extra, grazie a una maestra straordinaria che ha coinvolto tutta la classe nella gestione quotidiana delle esigenze di Marco. I compagni lo aiutavano a lavarsi le mani e a fare merenda, lui imparava a leggere e a contare. La sua era proprio una classe modello!

Genitori tosti

Davanti a una disabilità sorgono tante preoccupazioni, ma almeno una certezza i medici l’avevano data: Marco non avrebbe mai camminato. Invece così non è stato e verso i tredici anni è riuscito a stare in piedi, perché i suoi genitori hanno cercato fin da subito di farlo muovere, giocare con gli altri bambini, coinvolgerlo in ogni esperienza possibile. 

Marco ricorda quando in montagna, per fargli fare ginnastica, lo mettevano su una coperta nel prato ed era costretto ad alzarsi da solo per spostarsi. Oppure quando a quattro anni Santa Lucia gli ha portato un piccolo trattore per scorrazzare in lungo e in largo, con qualche preoccupazione per la mamma. E ancora, la bici a tre ruote, costruita dal papà con uno speciale sistema per cui le ruote posteriori girano simultaneamente come quelle delle auto. Non si contano le volte in cui Marco è andato al pronto soccorso per la sua guida avventurosa! 

La sfida per l’autonomia

A quattordici anni è entrato al Centro di Lavoro Don Calabria, allora situato in via Roveggia. In questi laboratori si faceva assemblaggio di carrozzine e biciclette, o rendicontazione dei biglietti della Società Autostrade. Marco non ha mai smesso di lavorare per la Cooperativa, cambiando tante mansioni e in seguito passando in via San Marco e in via Gardesane.

Inizialmente arrivava con il pulmino messo a disposizione dalla Cooperativa, ma poi il direttore Gianfranco Zavanella ha lanciato una sfida per l’autonomia: insegnargli a prendere l’autobus da solo. Una prova che Marco ha ampiamente superato, tanto che oggi è abituato a fare la tratta dai Mulini di San Michele a via Gardesane con cambio in stazione a Porta Nuova, all’andata e al ritorno. Autisti e pendolari ormai lo conoscono e sono pronti a venirgli in aiuto quando serve.

Al momento lavora tre giorni a settimana al Civico 21 in via Macello e due giorni in via Gardesane, nel laboratorio di assemblaggio: Marco preferisce stare in questo luogo perché fa un’attività che gli piace e ha più riferimenti. In poche parole, nella Cooperativa trova gli amici di una vita. 

Ci vuole calma

La vita di Marco è costellata di persone e di esperienze da cui lui non si tira mai indietro. È caparbio, spesso spericolato, ma in fondo ha un animo tranquillone. “Calma” è il suo motto: niente fretta.