Raffaele Cossa
Mese: Maggio 2025
Professione
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Marzo 2025
Chi ci lavora insieme sa quanto Raffaele sia instancabile e appassionato del proprio lavoro, sempre presente anche quando è lontano. Il percorso che lo ha portato a lavorare nel mondo del sociale è obliquo e frutto di una serie di scelte, più o meno consapevoli, ad ogni bivio della vita.
Sliding doors
Raffaele, milanese classe 1973, ama viaggiare con la sua famiglia, è un grande appassionato di sport, gioca a pallavolo da tempo immemore e da qualche anno anche a padel.
È laureato in Economia e Commercio all’Università Bocconi con indirizzo nella gestione di piccole e medie imprese. Per il progetto di tesi aveva analizzato il caso studio di Volare Airlines, la prima compagnia aerea lowcost italiana dove sarebbe stato assunto una volta laureato. Ma la prima sliding door era pronta a offrire un’alternativa al corso degli eventi: il giorno dopo la laurea, infatti, l’amico Bruno Genovese (nella foto) gli ha proposto di entrare a Leftloft, lo studio di comunicazione che aveva da poco fondato con altri tre soci e che cominciava già a lavorare con grandi marchi. Era il momento della bolla di internet, c’era tanto lavoro ma nessuno nello studio aveva competenze manageriali, così Raffaele si è trovato a mettere le proprie capacità al servizio della comunicazione.
Quando è nata Alice, la prima figlia di Raffaele e Chiara, la nuova famiglia ha deciso di lasciare Milano e cercare un posto migliore dove crescere la bambina. È iniziato quindi un lungo periodo itinerante per l’Italia: prima sette anni a Lucca, dove nel frattempo è nato Francesco, poi tre anni a Firenze, infine a Verona, per la precisione a Custoza di Sommacampagna, dove è rimasta per altri sette anni. Quattro anni fa per motivi familiari sono tornati tutti a Milano.
Qui dentro si può fare
Come è arrivato, dunque, Raffaele nella nostra Cooperativa? Anche qui il percorso non è stato diretto. Al tempo del suo trasferimento veronese Raffaele lavorava da remoto per un’azienda di Firenze: cercava dunque un posto dove utilizzare il suo computer e allo stesso tempo stare in mezzo ad altri professionisti. Una mattina è entrato nel coworking di vicolo Valle, allora gestito da Lino’s&Co. Il momento era propizio perché da poco Lino’s&Co, insieme alla Cooperativa Sociale Centro di Lavoro San Giovanni Calabria, aveva vinto il bando della Fondazione Telecom per il rilancio dell’Arte Nera (la tipografia). Da allora Raffaele si è avvicinato gradualmente alla Cooperativa, passando dall’essere un semplice coworker ad assumere ruoli di collaborazione e di responsabilità sempre maggiore, fino all’assunzione vera e propria a ottobre 2016. Nel frattempo le attività di comunicazione e lo spazio di vicolo Valle, che comprende il coworking e il negozio, sono passati con la cessione del ramo d’azienda sotto il controllo della Cooperativa: Raffaele ne è diventato il referente. Il finale dimostra che “qui dentro si può fare”, tutto può succedere.
Una giornata di sole
Ma questo finale è stato in realtà l’inizio di un nuovo capitolo con l’entrata a gamba tesa nel mondo del sociale, per Raffaele una scoperta inaspettata e folgorante: se prima aveva sempre lavorato per aziende tradizionali, adesso sa che il suo lavoro quotidiano non va ad arricchire le tasche di un imprenditore ma determina la possibilità di inserimento di altre persone appartenenti a categorie svantaggiate. Persone con cui ha relazioni umane, che conosce. Questa prospettiva gli dà la forza di dire “alzati e vai” ed è così potente da trasformare una giornata di pioggia in una giornata di sole.
Lavorare nel sociale, per lui, aiuta a ridimensionare l’ego e abbassare la percezione dei propri problemi, significa guardare oltre il profitto. Raffaele ha sposato in pieno la causa della Cooperativa tanto che, nel momento in cui ha dovuto trasferirsi a Milano, non ha cercato un nuovo lavoro perché gli è stato proposto di andare avanti insieme, anche se a distanza. Che grande soddisfazione personale! Oggi torna a Verona due giorni a settimana e, nonostante debba fare molti chilometri, è felice perché c’è la componente sociale a cui non saprebbe più rinunciare.
Un’aria sociale
Oltre a essere nel comitato di indirizzo, la presenza di Raffaele nella Cooperativa è strettamente legata allo spazio di vicolo Valle da cui è partito: è referente del settore Comunicazione, Legatoria e Tipografia, inoltre gestisce il coworking Retro Bottega con il negozio Bottega Aperta, dove hanno sede anche Studio Content(o) e la legatoria sociale.
Studio Content(o) è il settore che gestisce progetti di comunicazione sia per la Cooperativa che per clienti esterni, tra cui importanti aziende. Il team, condotto da Raffaele, è composto da Elisa, Massimo, Francesca e Federica, ben più che colleghi: sono persone con cui sta bene, che stima e che lo ricambiano con grande affetto.
La legatoria sociale, invece, è un progetto in cui Raffaele ha fortemente creduto ed è fiero della sua riuscita: sotto la guida di Federica Nassetti in arte Yuuy, i ragazzi e le ragazze coinvolti nei laboratori esperienziali del Civico 21 si trovano alla Bottega Aperta per creare prodotti artigianali di legatoria.
«Questo è il modo giusto di dialogare con le imprese» dice Raffaele, «fargli vedere direttamente cosa facciamo. Qui emergono i veri valori della Cooperativa senza intermediari, l’attenzione è sulle persone: i ragazzi del Civico 21 sono contenti di venire qui tre giorni a settimana, sono gli attori principali del loro lavoro e questa non è una facciata, sono parte integrante della quotidianità del coworking. Inoltre realizzano prodotti oggettivamente belli, di qualità, originali, riciclati. Dentro un semplice quadernino si raccolgono tantissimi valori. Poi i ragazzi partecipano anche alla vendita o alla consegna dei prodotti finiti alle aziende e questo per loro è un grande riconoscimento. Le imprese riconoscono questo plus».
Adesso nello spazio di vicoletto Valle si respira un’aria molto più “sociale”, che gli ha dato una specificità rispetto a un normale coworking. La riuscita del progetto non era scontata e ha attraversato momenti di difficoltà, ma come dice lui, bisogna vedere il bicchiere mezzo pieno e trasformare i problemi in opportunità.



