Matteo Brentaro
Mese: Settembre 2023
Professione
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Nato a Verona quarantatré anni fa, Matteo vive oggi a Dossobuono, un luogo vicino alla città ma vivibile grazie ai tanti spazi verdi. Tutto ciò che è movimento lo appassiona, dalla bicicletta alle camminate, passando per il windsurf che praticava in passato. Ha viaggiato molto.
Il primo contatto con il mondo calabriano è avvenuto nel 2013, quando ha iniziato come volontario nella stagione estiva al Rifugio Novezzina sul Monte Baldo, allora gestito dalla nostra Cooperativa.
Ritmi più umani
Quando poco dopo è entrato nella sede di via Gardesane, il laboratorio alimentare ancora non esisteva. Infatti sarebbe nato l’anno dopo e Matteo, che proviene da una famiglia di ristoratori con i ritmi pressanti e frenetici tipici di questo settore, vi ha trovato una dimensione decisamente più umana e rispettosa del tempo libero.
Qui Matteo ha lavorato per otto anni, fino a quando si è cominciato a parlare di un nuovo entusiasmante progetto: un laboratorio alimentare per Coldiretti Verona, dove si producessero conserve a km zero e si valorizzasse l’aspetto umano attraverso l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate.
Da quel momento i ritmi della cucina sono tornati a essere un po’ più sostenuti: con l’apertura della Gastronomia del Mercato e lo sviluppo del catering sociale della Bottega dello Speziale, infatti, si lavora spesso anche nei weekend; ma al contempo c’è stato un aumento di qualità che porta molti più clienti, i quali apprezzano il lavoro svolto. Insomma, insieme alla fatica sono arrivate le soddisfazioni.
Uno spazio di qualità
Matteo è nella Cooperativa da undici anni e riconosce che non è un’azienda come le altre, è come una grande famiglia che rispetta le persone con i propri ritmi. Dopo varie esperienze nella ristorazione che non lo hanno soddisfatto, l’allora direttore Gianfranco Zavanella ha riposto fiducia in lui e la Cooperativa gli ha dato uno “spazio”, ovvero un tempo libero di qualità da dedicare alle altre passioni.
Così come Gianfranco è un punto di riferimento perché c’è sempre, anche oltre l’orario lavorativo, anche Matteo ritiene di essere stato un punto fermo nella cucina della Cooperativa nonostante i grandi cambiamenti degli ultimi anni.
Tutto questo è stato possibile grazie all’attitudine personale di Matteo, che con la convinzione che “viaggiare apre la mente” ha imparato ad adattarsi e a essere versatile, nella vita e ancor più sul lavoro.
Roberta Antonello
Mese: Settembre 2023
Professione
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Roberta abita a Sona, è sposata e ha un figlio di trentacinque anni. Una volta finita la terza media ha subito iniziato a lavorare, ma la storia con la nostra Cooperativa sociale inizia molti anni dopo, con una sostituzione maternità.
Era il 2007 quando mandò il curriculum per lavorare come centralinista al CUP ULSS. Venne richiamata lo stesso giorno e assunta, inizialmente con un contratto a tempo determinato, passato all’indeterminato l’anno successivo.
Saper cambiare
Nel corso degli anni è diventata la responsabile del call center fino a gennaio 2023, quando l’appalto con la Cooperativa è scaduto senza rinnovo. Roberta si è trovata davanti a un bivio: seguire il call center a Cerea (VR) o svolgere una mansione diversa ma rimanendo nella Cooperativa?
Lei ha scelto di restare, lavorando per Acque Veronesi. Immaginate di dover cambiare mestiere a sessant’anni: è stato un bel salto nel buio.
Roberta non aveva mai vissuto la quotidianità della Cooperativa, perché il call center era altrove. Invece si è trovata accolta a braccia aperte, valorizzata, si è sentita parte di una squadra dove ci si aiuta a vicenda nonostante le difficoltà di imparare un nuovo lavoro. E dire che lei non sapeva neanche accendere un computer!
Una seconda possibilità
Roberta è molto grata di aver avuto una seconda possibilità, non era scontato ricevere una proposta professionale una volta scaduto l’appalto e a soli tre anni dal pensionamento. La Cooperativa invece le ha dato ben più di un impiego, è riuscita a tirare fuori il suo potenziale che era inespresso.
Lei ricambia con tutte le energie che ha, ma per come è fatta vede più quello che riceve che quello che dà.
Si ritiene una persona fortunata: ha sempre avuto quello che voleva dalla vita e ne è consapevole.




